NO BORDERS – Confini della scienza

Tra limiti e progresso
di Laura Mascheretti

Caratteristiche principali degli uomini sono quella di crearsi da sé le soluzioni ai problemi che gli si pongono davanti, quella di trovare strumenti per oltrepassare i limiti impostigli dalla natura.

L’uomo è nato per risolvere problemi.
L’uomo è nato per trovare soluzioni, per ricercare, progettare e creare gli strumenti necessari a superare i limiti imposti dalla natura e dal mondo in cui vive.
L’uomo è nato per superare ostacoli e superarsi.

Vi sono confini per la scienza e la tecnologia? Vi sono linee da non oltrepassare?
Anche la scienza e la tecnologia impongono dei limiti alla ricerca dell’uomo, demarcano delle linee oltre le quali non avanzare?

Stando alla storia dobbiamo accontentarci di una risposta parziale.
Le scoperte e le invenzioni che hanno rivoluzionato radicalmente il nostro modo di vivere, il nostro panorama sociale, culturale, economico, sono proprio quelle che ci hanno permesso di superare un limite.

Basti pensare alla prima rivoluzione industriale e all’invenzione della macchina a vapore che ha reso le nostre industrie indipendenti dalla vicinanza a corsi d’acqua.
Si pensi ancora al telegrafo, al telefono, alla rete internet che, in un crescendo esponenziale, ci hanno permesso di ridurre drasticamente i tempi necessari alla trasmissione di notizie, informazioni e dati.

La scienza è alimentata proprio da questo: dalla voglia di migliorarsi, di superarsi, di incentivare il progresso per rendere la nostra esistenza più facile e comoda.

Oggi possiamo fare praticamente tutto, davvero poche cose ci sembrano impossibili.
Ma ecco che la tecnologia e la scienza cominciano a porre nuove barriere, a tracciare nuovi limiti, quelli dell’etica.

L’uomo ha sempre cercato il controllo su ciò che lo circonda. Ora l’ha, in buona parte ottenuto.
Ora sembra poterlo ottenere anche su se stesso e sulla sua specie.
L’ingegneria genetica procede a passi da gigante e affascina per la sua ricerca, ma non manca di far nascere preoccupazioni per i rischi legati al suo avvenire.

Si può fare? E lecito? Se fossimo in grado di progettare un uomo, cosa dovremmo fare? Potremmo farlo? Chi decide quando è il momento di smettere? E giusto che si smetta, che si trovi un limite? Dobbiamo fermarci davanti a questo limite oppure dobbiamo avere l’ardire di superarlo?